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mercoledì 20 dicembre 2017

Il Ceppo di Natale

(Daniela)


Un tempo, quando in ogni casa vi era un camino, a Natale si svolgeva il rituale del “ceppo”, tradizione d’origine nordica legata al dio Thor e alla sua pianta sacra, la quercia. La luce emanata dal ciocco di legno bruciante per tutta la notte durante il solstizio d’inverno, serviva ad allontanare la negatività del buio e del freddo, simboleggiando il calore vitale del sole.


Quella del ceppo di Natale era una tradizione molto diffusa in passato. Nella notte di Natale si accendeva nel caminetto un grosso ceppo di quercia o di ulivo secondo le diverse tradizioni, che doveva riscaldare e dare luce e accoglienza fino a Capodanno se non fino alla Befana.


Il ceppo aveva dunque un significato simbolico: si bruciava il passato e, dal modo di ardere del legno, si cercavano di cogliere i presagi su come sarebbe stato il futuro. Talvolta poi le ceneri venivano sparse sui campi per garantirsi buoni raccolti.


Da questa antica tradizione deriva l’usanza di confezionare dolci tipici natalizi di cioccolata a forma di ceppo. Il tronchetto di Natale della forma di un tronco d’albero tagliato spesso è presente sulla tavola imbandita di Natale accanto al panettone e al torrone.


In molti paesi il ciocco ha lasciato il posto alla candela di Natale, che deve bruciare fino a quando non è interamente consumata.
Comunque anche a questa antica tradizione sembra risalire l’utilizzo di luci decorative nelle case e nelle strade nel periodo delle feste natalizie.


In Liguria la cenere del “çéppu” che possibilmente era d’alloro, (pianta magica nemica delle tempeste) era sparsa il 6 gennaio negli angoli della casa e sui davanzali per allontanare “béghe, ratélle, mugugni e tròn”, ossia grane, litigi, proteste e tuoni.



- dal web -


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