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giovedì 2 agosto 2018

L’albero genealogico (Agosto)

(Daniela)




“Nonna, chi c’era prima di me?”. Nonna Maria era rimasta trasecolata per la domanda sparata a bruciapelo dalla piccola Susy di sei anni. “Beh… C’erano papà e mamma, i nonni, i nonni dei nonni… poi c’era il mondo, la gente… Ma andiamo a vedere i gattini che sono appena nati!...”. E la cosa era finita lì. Ma la nonna aveva continuato a pensarci su e le era venuta un’idea strepitosa da confidare subito a nonno Luigi: “Ho pensato di fare un albero genealogico per la nostra Susy”. Al nonno lì per lì era sembrata un’idea stravagante, poi piano piano l’aveva digerita. “Certo, noi nonni siamo una parte vivente della storia della famiglia, siamo coloro che testimoniano una continuità con il passato, perché l’abbiamo vissuto… Noi sappiamo, noi ricordiamo, eravamo presenti. Chi meglio di noi ha le carte in regola per dare i punti di riferimento, per tracciare le coordinate storiche dell’esistenza di questi nipotini?”. E si erano messi all’opera. Avevano consultato uffici anagrafi ci e archivi parrocchiali. Avevano aperto casse e scaffali di antichi “cimeli” riposti in soffitta, e rovistato nei cassetti dove riposavano tra la polvere le carte importanti di famiglia, ed erano riusciti ad allestire un albero genealogico con una linea di ascendenti fi no alla quarta generazione; e tanti oggetti, quali foto, lettere, documenti, ricordi di famiglia… tutti elementi utili per raccontare la vita del passato, avvenimenti, storie di antenati, cosa facevano, come vivevano, come si sono incontrati… Tutte realtà che per i nipotini hanno l’incanto delle fiabe. Inutile dire che la piccola Susy si è letteralmente tuffata in quel mondo che le si è aperto dinnanzi, e ha continuato ad incalzare i nonni con il suo “ancora, ancora”. Un bagno nel passato veramente utile e costruttivo.


mercoledì 11 luglio 2018

I segni dell’estate

(Daniela)



Se le cicale cantano sugli alberi del viale
se il frumento è diventato giallo e ha i grani duri
se i fiumi hanno appena una vena d’acqua
se le rondini vanno alte fino a scomparire nel cielo
se nel giardino sono fioriti i girasoli
se la fontana mette voglia di bere
se si sente il ronzio della trebbiatrice e nelle aie
se, per la pioggia, il cielo tuona e lampeggia
se il pastore sale con il gregge ai pascoli più alti,
vuol dire che è giunta.

- Renzo Pezzani -

sabato 7 luglio 2018

Trovare una stella...

(Daniela)



Una notte, mi sono venute a chiamare di corsa le lucciole; stavo già dormendo, ma non profondamente, e appena arrivavano mi sono svegliata. Un’arietta fresca entrava, e spostava le tende: le lucciole si erano adagiate sul mio letto, e le loro lucine lampeggiavano animatamente. 


Non volevano certo spaventarmi, ma mi dissero chiaramente che una stella, esanime e quasi spenta stava sul sentiero dei gelsomini, e mi chiedevano aiuto.



Allora avevo preso la bicicletta, ed ero andata con loro, era uscita la luna, e il bosco mormorava, mentre poi raccoglievo piano la stella… Come potesse essere accaduto non saprei, ma tornata a casa, con le lucciole, l’abbiamo curata subito con fazzolettini di seta, che mi avevano regalato le farfalle, imbevuti di rugiada fresca e l’abbiamo messa nel mio letto, aveva la febbre.



 Cosi per diversi giorni, erano poi venute le libellule e anche le farfalle, a portarmi nettare di fiori, ma soprattutto medicine che loro sapevano dove trovare nel bosco. La stella, ora, se guardate il cielo è quella che tutte le notti brilla sul sentiero dei gelsomini.



- dal web -

lunedì 2 luglio 2018

A casa dei nonni (Luglio)

(Daniela)



Una delle cose che fa più piacere ai nonni, è avere a casa i nipotini e goderseli tutti per loro, anche se gli esperti consigliano “niente fretta e tanta prudenza”. I nonni di Giacomo (4 anni) e Debora (6 anni) hanno ricavato nell’ampia cucina un angolino esclusivo per loro, “uno spazio riservato a statuto speciale”, lo chiama nonno Domenico, con dei cuscini, alcuni oggetti inseparabili e i giocattoli preferiti. I nonni conoscono molto bene le abitudini dei piccoli, i gusti e le preferenze, e si sono organizzati. Ma sanno pure quello che più desiderano i nipotini: trovare delle persone disposte ad ascoltarli, a renderli partecipi delle attività consuete della casa, pronte a “perdere tempo” con loro. Per questo hanno preparato una bella sorpresa: per il maschietto il nonno ha fatto un aeroplanino in legno con elica girevole ad aria (basta un alito di vento, oppure soffiare), e per la femminuccia una piccola “spianatoia” con il matterello per fare la pasta. I bambini sono rimasti incantati e quasi non credevano ai loro occhi. “Siete i nonni più bravissimissimi del mondo”, ha sentenziato Debora. “E anche i più migliori”, ha rinforzato il piccolo Giacomo mandando in soffitta l’italiano. Inutile dire che, ognuno nel suo settore, sono rimasti tutti super-occupati per l’intera mattinata. Un’altra sorpresa al momento di mettersi a tavola: sono arrivati i cuginetti Francesco e Paolo, due gemellini di 5 anni, che si sono fermati solo per il pranzo. Un pasto “allargato” ad altri membri della famiglia poteva essere utile a creare il senso di appartenenza. Per il resto del pomeriggio i nonni sono stati pazienti compagni di giochi dei nipotini, fino a quando è arrivata la mamma che ha aiutato a rassettare la cucina e si è ripresa i suoi bimbetti. “Si dice che i genitori sono la regola e i nonni l’indulgenza”, ha detto più tardi nonno Domenico sprofondato nel divano… “per fortuna esiste l’indulgenza”. “Per fortuna esiste la regola!”, ha risposto semidistrutta nonna Teresa.


sabato 23 giugno 2018

La casa di Mara

(Daniela)



La casa di Mara
è una piccola stanza di legno.
A lato un cipresso l’adombra nel giorno.
Davanti vi corrono i treni.
Seduta nell’ombra dell’alto cipresso
sta Mara filando.
La vecchia ha cent’anni
e vive filando in quell’ombra.
I treni le corron veloci davanti
portando la gente lontano.
Ell’alza la testa un istante
e presto il lavoro riprende.
I treni mugghiando
s’incrocian dinanzi alla casa di Mara volando.
Ell’alza la testa un istante
e presto il lavoro riprende.



- Aldo Palazzeschi -



(Da I cavalli bianchi, 1905)


- Immagine in alto tratta dal libro: “Nel vasto mondo: letture per la terza classe” anno 1948) -

lunedì 11 giugno 2018

Il filo

(Daniela)



"Una matassina di filo giallo come il sole
perchè un po' di allegria è quel che ci vuole;
un gomitolo di filo tutto rosa
per ricamare d'ottimismo ogni cosa;
una matassina bianca come un sorriso
per farci sentire in paradiso;
un paio di forbicine affilate per bene
per tagliar via le preoccupazioni e le pene;
un tondo e robusto ditale
per proteggerci da ogni male;
e, per finire, un ago acuto e pungente
per far scappare via tutta la cattiva gente."


- Poesia tratta dal libro
"Attenzione, Ricamine a Bordo" di Franca Monticelli -

lunedì 4 giugno 2018

Canzone di giugno

(Daniela)




Stormiscono le fronde
nell'aria greve, e il sole
ride alle prataiole
ed alle biche bionde,

e rende tutto d'oro
il campo donde arriva
la canzone giuliva
nell'agreste lavoro.

Ecco è piena la spica
e la falce è nel pugno;
e il buon sole di giugno
rallegra la fatica.

E la canzone sale
dal campo del lavoro
e s'accompagna a un coro
stridulo di cicale:

e sale il canto anelo
da bocche pie lontane
lodando in terra il pane
ed il buon Padre in cielo.


- Marino Moretti -