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martedì 20 giugno 2017

La danza delle lucciole


- Un racconto di Annalisa Ferri -




La luna illuminava i campi e le teste chine dei girasoli che per tutto il giorno avevano tenuto gli occhi verso il sole. Lo spaventapasseri posto in mezzo all'orto che ora apriva i suoi colori e profumi alle sere d'estate, sembrava sorridere davanti al pastore che passava stanco prima di tornare a casa. Il ragazzo aveva respirato l'odore nuovo di erba ed ora che solo passava tra la luce tenue e gentile della sera, accompagnava il suo ritorno a casa il canto dei grilli.
Lo aspettavano ogni sera e cantavano così più forte, lo scortavano fino alla sua casa, sembrava che ascoltassero i suoi pensieri, i suoi dolori, ciò che il suo cuore nascondeva.



Aveva un carattere schivo il pastore, non lo si vedeva parlare con alcuno, era sempre nella sua casa, insieme al suo gregge tra la neve o nelle luminose giornate di bel tempo, o in mezzo alla natura che negli anni era diventata la sua confidente. Sapeva quanto il suo animo avesse bisogno di amore, aveva assistito alle volte in cui di nascosto, seduto su un muretto a secco lasciando dondolare le gambe tra il suono dei campanelli delle mucche, guardando la luna in una notte profumata di gelsomini avesse pianto di solitudine. Una sera di inizio estate, il pastore tornava a casa con la testa bassa, dopo aver portato a letto il gregge fedele. Mentre camminava lentamente, i suoi occhi si posarono su un prato dai fili d'erba non ancora tagliati e vide, tra i fiori e gli alberi pieni di foglie, tra il profumo ora intenso dei tigli, tremare una lucciola.




 Era finalmente tornata la luce della notte d'estate, all'improvviso, in una sera silenziosa. Il contadino rimase a guardarla e si commosse nel vedere quel corpicino sforzarsi più che poteva per illuminare ciò che aveva intorno, cercando di non tralasciare nessun fiore chiuso, nessuna spiga di grano, nessun papavero dormiente appoggiato su altra erba. Si dava un gran da fare, volando ad intermittenza e guardando i piccoli dettagli della notte aprirsi ed illuminarsi sotto quella luce così caratteristica. Il ragazzo rimase incantato a guardarla e la seguì, deviando per un po' il percorso che lo avrebbe condotto a casa. Si inoltrò così in un piccolo campo profumato di fieno e vide aprirsi una spettacolo segreto: la piccola lucciola raggiunse sforzando quella lucina le altre compagne, che danzavano facendo un cerchio oppure andando avanti ed indietro,intrecciandosi con il profumo del gelsomino finalmente sbocciato.



Da quel luogo nascosto le piccole lucciole decidevano poi le direzioni verso le quali volare nella notte: alcune scelsero un cortile su cui vegliava un fico secolare e danzarono illuminando le finestre socchiuse della stanza in cui due bambini dormivano, altre si diressero vicino alla rocca del paese, giocando a nascondino nelle vie polverose ed illuminando le piccole foglie del timo profumato. Qualcuna si diresse intorno alla statuina della Vergine all'entrata del paese e sembrava che tante tremolanti candeline fossero state accese per la Madonna quella sera. Alcune invece iniziarono la danza notturna accanto alla fontana, dove una panchina ospitava sempre gli incontri genuini pieni di sogni dei ragazzi innamorati e quelle luci coronavano l'atmosfera facendola diventare indimenticabile ed eterna, a prescindere da cosa il futuro avrebbe riservato loro. Un piccolo gruppo era invece diretto nel casolare che dalla pineta sovrastava la vallata: qui le lucciole passavano tutta la notte, fino all'alba, danzando negli stanzoni ampi ed ora vuoti, illuminando il camino che aveva ancora della cenere antichissima, si vedeva dalle finestre una danza generosa accompagnare il silenzio della notte, mentre intorno i sogni degli abitanti del borgo volavano ad incontrarsi. Il pastore tornò a casa dopo averle viste dividersi e guardando la luna che anch'essa illuminava quella notte rientrò a casa, preparandosi per la notte.



Non seppe mai che durante le sue ore di sonno, una corolla di luci intermittenti ballò ininterrottamente intorno alla sua casa, per tutta l'estate, al calare del sole circondandolo, girando intorno alle mura rosa antico, vegliando i suoi sogni e regalando compagnia a quell'anima gentile sprofondata nel sonno della valle.


-Annalisa Ferri -

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