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mercoledì 19 luglio 2017

Fontane "particolari"


(Daniela)

Ettore Roesler Franz, "Lavatoio a Tivoli" 

La nostra bella Italia, come sappiamo, è ricca di fontane famose in ogni città, piccola o grande che sia. Oggi andiamo a conoscere quelle più strane e meno famose, spesso legate a leggende.




San Giovanni in Fiore (Cosenza) - La fontana della "Fontanella".
Nuova fontana, nella “ruga” della Fontanella, dove ne sorgeva una di antichissima data.






Genova: "La Fontana di Via del Campo".


Fu eretta nel XVIII secolo dai discendenti di Giulio Cesare Vacchero ai quali fu concesso di erigerla davanti alla Colonna Infame che denunciava il tradimento del loro avo che congiurò contro la Repubblica di Genova, per nascondere la Colonna Infame alla vista dei passanti... E’ una elegante fontana in forma di portale dorico, alla base del quale è collocato un sarcofago romano. Sul retro vi è una seconda vasca, posta molto in alto, dalla quale sgorgava l’acqua necessaria alle portatrici per riempire le grandi brocche che tenevano in equilibrio sul capo. 






Roma: "Fontana del Facchino"

Un uomo col cappello che sorregge una botte che genera acqua è la scena che ci si trova davanti alla fontana di Via Lata. E’ chiamata “statua parlante” perchè, nel 1580, dava voce alla satira politica della capitale, raccoglieva biglietti anonimi che commentavano gli episodi della politica del tempo.








Roma, Via della Cisterna (Rione Trastevere): "Fontana della Botte"





Roma: "Fontana delle Tiare"





Roma: "Fontana delle Tartarughe", sulla quale esiste una leggenda:


Roma: Via Margutta, "Fontana degli Artisti"

La fontana raffigura gli attrezzi del mestiere degli artisti: sgabelli, pennelli, maschere e compassi dai quali fuoriesce acqua, circoscritti da un arco che sorregge la vaschetta di raccolta.




Roma: "Fontana dei Libri". 

L’architetto Lombardi, nel 1927, fu l’ideatore di questa fontana voluta dal Comune per rappresentare i vari Rioni di Roma. Situata in Via degli Staderari, la fontana rappresenta il Rione Sant’Eustachio e lo dimostra una minuscola incisione tra le corna del cervo che è al centro della scultura. Rappresenta una nicchia, contornata da un arco, al centro del quale, si trova un cervo le cui corna sono state trasformate in dei libri posti su una mensola, da questi dei segnalibri generano acqua. La fontana è un in omaggio all’Università La Sapienza.






Roma: "Fontana della Botticella".


La fontana di Largo San Rocco è dedicata ai portatori di vino e si trova incastonata in una nicchia ricavata tra due chiese. Dal 1774 rappresenta una botte sormontata da un viso che, sorridente, sputa acqua raccolta da un piccolo catino. Inizialmente fu costruita in Via Ripetta dove c’era il porto in cui vi attraccavano le navi cariche di merci.



 Roma: "Fontana del Babuino".



Costruita da Alessandro Galli nel 1580 prese questo nome perchè ricordava le sembianze di una scimmia ed è la prima fontana ad uno pubblico, seppur fatta costruire da un privato. Un sileno disteso su una tipica vasca termale romana forma la fontana che subì moltissime variazioni e spostamenti. La Fontana del Babuino, situata nella stessa Via che porta il suo nome, rappresenta un'altra delle statue parlanti di Roma.




Roma, Palazzo Berardi, Via del Gesù: "Orologio ad acqua"

L’orologio è posto in una nicchia a conchiglia fiancheggiata da due cariatidi e sovrastato da due busti antichi, mentre in basso una vasca, in cui si arrampica la pianta del capelvenere, raccoglie l’acqua. 








Spoleto (PG): "Fontana del Mascherone"


 Si trova in piazza Bernardino Campello, un tempo denominata piazza di San Simone, in prossimità della Rocca Albornoziana. È addossata al muro di sinistra della duecentesca ex chiesa dei Santi Simone e Giuda.




Firenze, "Fontana del porcellino" (FOTO PERSONALE)

La tradizione popolare vuole che toccare il naso del Porcellino porti fortuna, che infatti risplende per la continua lucidatura quotidiana di migliaia di mani. La procedura completa per ottenere un buon auspicio consisterebbe nel mettere una monetina in bocca al Porcellino dopo averne strofinato il naso: se la monetina cadendo oltrepassa la grata dove cade l'acqua porterà fortuna, altrimenti no. In realtà l'inclinazione è tale che solo le monete più pesanti cadano facilmente nelle fessure. I proventi della raccolta delle monete dalla fontana sono interamente devoluti all'Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa.





(FOTO PERSONALE)




(FOTO PERSONALE)





Firenze, "Fontana dei mostri marini della SS. Annunziata"









Grassina, Bagno a Ripoli (FI), "Fontana con monumento alla lavandaia" dello scultore Silvano Porcinai.




Castelfranco Emilia (Modena): "Monumento al tortellino".

Secondo una antica leggenda il tortellino fu inventato da un oste che voleva imitare la forma dell’ombelico di una bella cliente della sua locanda.




Nardò (LE), "Fontana del Toro"
Proprio accanto alla chiesa di San Domenico si trova la fontana del Toro di inizio '900 con lo stemma di Nardò risalente al tempo degli aragonesi. La leggenda narra che sarebbe stato proprio un toro a scegliere il luogo in cui fondare la città, scalciando sul terreno e facendo zampillare l'acqua.




Tredolo di Forni di Sotto (UD): "Antica fontana"

Donne con i costumi tradizionali carnici alla fontana, una è china sulla tinozza a lavare i panni, mentre l'altra prende l'acqua dalla fontana.




Le tre foto della Fontana del porcellino" di Firenze sono personali, tutte le altre sono prese dal web, come le notizie.

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