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martedì 27 marzo 2018

Il presepe di Pasqua

(Daniela)
Nel periodo natalizio usiamo allestire nelle nostre case un presepe che rappresenta la nascita di Gesù, non sapevo l'esitenza di una tradizione che ho scoperto girando per il web:
"Il presepe pasquale".







Ci sono varie città dove vengono allestiti tali presepi, Chiese ma anche nelle case. Le scene, rappresentate con apposite statue, per lo più ricordano la Via Crucis, ma non solo; sono presenti anche scene riferite alla narrazione evangelica della Passione del Cristo come l’ingresso a Gerusalemme, l’ultima cena, S.Pietro e il gallo e il bacio di Giuda. Spesso sono anche rappresentati alcuni dei più significativi momenti della vita di Gesù: dall’Annunciazione alla nascita, la protezione del Bambino con le piramidi della fuga in Egitto, alla vita quotidiana (il banchetto del falegname, il pozzo di “acqua viva” della samaritana ecc...) Un bel presepe pasquale si trova a Casamassima (Bari), di cui pubblico alcune immagini:















Nel 2017, per la prima volta, compare anche in via San Gregorio Armeno, la celebre strada degli artigiani napoletani, "La fiera pasquale", vendita di statuine con le scene della Via Crucis.

Altro bel presepe pasquale si trova
nel Ristorante Pizzeria "All’Anfora", a Terzo di Aquileia (Udine):
























Certamente le scene sono ben più tristi rispetto ai presepi natalizi dove viene rappresentata la nascita di Cristo, ma su alcuni siti di statuine si trovano in vendita dei personaggi tipicamente "primaverili", dai colori pastello e dagli abiti ben più leggeri:




















Altre statuine e scenari da apposti siti sul web:



















Per finire, alcune statuine di Ferrandiz che possono anche prendere posto in un presepe pasquale:







Una serena Pasqua a tutti.




lunedì 26 marzo 2018

Aprite il cuore

(Daniela)





E Pasqua viene con la primavera,
col sole, con le rondini e le stelle;
e il cielo è di brillanti, quand'è sera...

E mentre tutto s'addormenta e tace,
un Angelo, col suo ramo d'argento,
batte a ogni porta e dice: - Uomini, pace!

Dice ai bambini: - Aprite il vostro cuore
in boccio alle speranze della vita!
E' la resurrezione del Signore!

- Zietta Liù -


domenica 25 marzo 2018

L'olivo benedetto

(Daniela)


Lo sai che, su tutti gli altari,
oggi benedicon l’olivo?
Domenica dell’olivo:
domenica di pace!
Chiedine un piccolo ramo,
di quell’olivo di pace:
portalo a casa con te.
E’ ancora umido e vivo
come una fronda novella;
pieghevole come un giunco;
fresco così che le foglie
odorano, più che alle nari,
d’amarognolo al palato,
come l’olio appena torchiato.
Chi sa da quale adunco
pennato fu colto stamani!
Era di primo giorno
forse; e perciò, vedi?, conserva ancora
su di sé quel pallore
d’alba, allorché la luna mattutina
vanisce nel cielo di perla …
Portalo teco, sul cuore;
portalo con sereno ciglio.
Danne, uomo, una ciocca a tuo figlio.
Fa’ come un tempo la madre
tua, benedetta, faceva con te.

- Pietro Mastri -



(illustrazione di Maria Cenci Soffiantini)

L'ulivo benedetto di G. Pascoli

(Daniela)






Oh, i bei rami d’ulivo! Chi ne vuole?
Son benedetti, li ha baciati il sole.
In queste foglioline tenerelle
vi sono scritte tante cose belle.

Sull’uscio, alla finestra, accanto al letto
metteteci l’ulivo benedetto!
Come la luce e le stelle serene:
un po’ di pace ci fa tanto bene.

- Giovanni Pascoli -



(illustrazione di Maria Cenci Soffiantini)

Domenica delle Palme

(Daniela)


Un piccolo ramo d’ulivo
portato con gioia leggera,
come una bandiera,
da un bimbo innocente,
è la più bella preghiera di pace.


- Maria Albino Scavuzzo -



(illustrazione di Maria Cenci Soffiantini)

sabato 24 marzo 2018

La nuvola rosa

(Daniela)





La nuvola correva con la gonna lieve e rosata
gonfia di vento; era lieta; come una bimba in 
vacanza nei prati azzurri del cielo.
Alzatasi al primo raggio dell'alba, ora era tutta 
rosa nel sole: uno splendore in quel mattino.
Pochi però la guardavano a quell'ora; gli uomini 
o dormivano o lavoravano; gli alberi erano
intenti a prepararsi il vestito nuovo.
Ma sulla collina c'era un piccolo pesco diverso
dagli altri: era giovane, trovava tutto bello
e nuovo ed era tanto felice di essere al mondo!
Fu il solo ad accorgersi della nuvoletta rosa.
La vide salire all'orizzonte, lieve, luminosa:
uno splendore.
S'incantò a guardarla, mormorando tra sé: 
Com'è bella!


- Graziella Ajmone -

venerdì 23 marzo 2018

Mentre Gesù giocava

(Daniela)






La Vergine lavora silenziosa,
mentre l'aria s'indora
e all'orizzonte il sole
s'accende come una fiamma.
Gioca Gesù Bambino
con un candido agnello
accanto alla sua mamma.
E' bello come un fiore;
la sua voce ha l'incanto
d'un cinguettio giocondo.
E' così roseo, biondo,
tutto luce e sorriso,
che dal cielo due angeli
e anche qui sulla terra
son discesi a guardare;
han visto il Paradiso...
Fila la bianca lana 
la Vergine soave;
è una preghiera il gesto della mano.
Ma perché più non s'ode
la voce del Bambino?
Che sia andato lontano?
No, Gesù tace attento
ad un suo strano gioco:
due ramoscelli sfronda,
li lega con un giunco;
ecco, ne fa una croce.
La vede la Madonna
e una spada nel cuore le si affonda.
A un tratto Ella risente le parole
del vecchio Simeone, e più non scorge
questa croce leggera;
ma vede alta su un colle,
che si chiama Calvario,
la croce grande e nera.
O figlio, dolce figlio,
o mio candido giglio,
per te dunque la croce?
Sì - risponde il Bambino 
Sì, mamma, per amore
degli uomini! - Che pianto 
nel cuore di Maria, quanto dolore! 
Ma poi alza le braccia,
volge triste al cielo gli occhi;
mormora la Madonna addolorata:
Il tuo voler si faccia, o mio
Signore! 
Una nuvola splende
nel ciel come una rosa;
il sole all'orizzonte
ha il colore del sangue e della
fiamma.
O Vergine, Tu fosti la più santa
e la più dolorosa d'ogni mamma!


- E. Bedeschi - G. Ajmone -


giovedì 22 marzo 2018

Com'è dolce la primavera

(Daniela)



Ogni stelo ha il suo fiore che ride
ogni prato un ruscello che brilla,
ogni bosco una sua capinera:
com'è lieta la primavera!


Ogni ramo ha una tenera gemma
che si veste di verde e di sole,
ogni nube è una piuma leggiera:
com'è fresca la primavera!


Ogni sasso ha un ciuffetto di viole,
ogni gronda il suo nido canoro,
ogni cuore una gioia sincera:
com'è dolce la primavera!


- Graziella Ajmone -


lunedì 19 marzo 2018

A mio padre

(Daniela)


Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi un uomo estraneo
per te stesso egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.


E di quell’altra volta mi ricordo
che la sorella mia piccola ancora,
per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia avea fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura ti mancava il cuore:
ché avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia e, tutta spaventata
tu vacillante l’attiravi al petto,
e con carezze dentro le tue braccia
l’avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo che era il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi un uomo estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.


- Camillo Sbarbaro -


sabato 17 marzo 2018

La primavera

(Daniela - Luna Nera)


È bello veder le ore tornare ad albeggiare,
Quando l'uomo, pago, si volge ai campi con lo sguardo,
Mentre la gente si domanda come va
E a lieta vita si prepara. 

Come il cielo s'inarca e s'allunga in ogni dove,
Così è gioia sui piani, all'aperto,
E se il cuore brama nuova vita,
Cantan gli uccelli, gridano a cantare. 

Sovente allora chi interrogò il suo cuore
Dice di quella vita che genera parola,
Sempre che cruccio non corroda l'anima,
E lieto stia, l'uomo, dinanzi ai propri beni. 

Se una dimora, costruita in vetta, risplende,
Vasto è allora dell'uomo il campo, e ben discosti
Sono i sentieri, da guardarsi attorno,
E saldi ponticelli traversano un ruscello.


- Friedrich Hölderlin -

mercoledì 14 marzo 2018

Primavera ben presto

(Daniela)


Primavera ben presto 
sarà fra noi; le sere 
s'allungheranno tiepide e una grande 
luce vedrai 
nelle finestre limpide fiammare. 
Barche andranno nel lieve scintillìo 
dei remi sopra l'acqua 
morbide; e qua cantare 
sentirai, nella piazza alta i fanciulli 
grideranno. Stupore 
ti prenderà, mio cuore. 
Io starò sopra questo 
tenero davanzale, e lenta arcana 
mi tornerà memoria 
d'altre sere, e la storia 
grande vedrò, smarrita come il mare.

Questa la primavera? E i miei capelli 
già lievemente splendono al soave 
tocco del tempo, e il viso 
già i segni porta, mesti, di bufera. 
Presto la luna splenderà frattanto 
sopra l'onde serene, 
rivelando le barche ed una strada 
dorata in mezzo del celeste mare. 
E tu più forte udrai 
al ballo i passi delle giovanette, 
dentro le buie camere da festa 
travolte e più gridare 
con i fanciulli sentirai le rondini. 
Tu starai sola in casa, e la memoria 
ti assalirà, dipinta di stupore, 
d'altre sere beate. 
Che tempo fu? Che strano 
paradiso mai quello? 
Ricorderai tu, lenta, 
mentre la festa aumenta e nelle case 
scopre la luna il viso alle fanciulle, 
i suoi labili accenti, 
gli occhi che ti miravano contenti. 
Strana bene è la vita, 
reprimendo i lamenti, 
e mirando la gran festa, dirai. 
E un po' sarai turbata, quella sera 
che già s'accosta, della primavera.


- Anna Maria Ortese -



(Roma 1914 - Rapallo 1998)

martedì 13 marzo 2018

Risveglio

(Daniela)





Batte alla tua finestra
un raggio di sole monello;
ti chiama, già pronto e lucente
nel suo vestito più bello.
Destati bimbo! Non senti
il coro degli uccelletti?
Le margherite e le viole 
hanno già aperto gli occhietti;
gli alberi stan sull'attenti,
ritti come soldati
e pregano già tutte in coro
nitide l'erbe dei prati.
Manca soltanto il tuo cuore,
campanellino d'argento,
solo i tuoi occhi, bambino
a rallegrare il mattino.


- Graziella Ajmone -



lunedì 12 marzo 2018

Fiore di prato

(Daniela)


Che mirabile cosa
ogni fiore di prato!
La margherita ha un nitido
colletto inamidato:
il ranuncolo giallo
un abito intessuto
con i raggi del sole.

La viola è di velluto.
La mammola nei petali
ha il velo della sera,
e il miosotide è cielo,
cielo di primavera!

Che seta, che splendore
ogni fiore di prato!
Nessun l'ha vestito,
nessun l'ha seminato.
Soltanto tu, Signore!

- Graziella Ajmone -



(illustrazione di Mariapia Franzoni)

venerdì 9 marzo 2018

Marzo (la siepe s'è desta)

(Daniela)





Nei boschi, da sera a mattina,
si schiudono fresche sorprese:
leggero sui prati cammina
marzo, incantevole mese.
Ancora non c’è l’usignolo
ricolmo di note e di trilli,
ma lungo le prode e nel brolo
già fremono e ciarlano i grilli.

E, guarda, la siepe s’è desta,
coperta di fiori, odorosa:
il pesco s’ammanta di festa
schiudendo i suoi petali rosa.
C’è pioggia, c’è vento, c’è sole:
è marzo, ogni cosa ha un incanto;
è marzo, che piange e non vuole...
che mostra il sorriso tra il pianto.


- Alfred de Musset -






(paesaggio dipinto da Bruno Vallino)

mercoledì 7 marzo 2018

Marzo

(Daniela) 



O marzo, che i petali rosa
dei fiori di pesco colori,
o marzo, che a volte disserri
i primi soavi tepori,
e a volte ventoso e gelato
tormenti le erbette del prato.

O marzo, non fare il cattivo,
non rompere i rami fioriti,
i rami dei peri e dei meli,
che poi daran frutti squisiti!
E vi pianteranno i bambini
il morso dei bianchi dentini.

- A. Cuman Pertile -