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giovedì 5 gennaio 2017
Letterine ai re Magi
In Spagna non è Babbo Natale a portare i doni, ma i Re Magi!
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mercoledì 4 gennaio 2017
La Freccia Azzurra
Un articolo di Daniela (Luna Nera)
Nella sua poetica e delicata semplicità è una favola che non vuole assomigliare ai cartoni americani o giapponesi, ma che vuole mantenere in tutto e per tutto la sua italianità, dai disegni pastello e vecchio stile dell’illustratore Paolo Cardoni, alle musiche nostalgiche e raffinate del cantautore Paolo Conte (premiato con il Nastro d’Argento e il David di Donatello), fino alla peculiarità del doppiaggio, dove il da poco scomparso premio Nobel Dario Fo presta la voce al signor Scarafoni e Lella Costa alla Befana. Una favola che conquista grandi e piccini, da riscoprire o scoprire per la prima volta.Una favola per bambini, ma adatta in verità anche ai più grandi. Sembra strano parlare di film d’animazione italiani, eppure il nostro cinema nasconde una piccola perla del genere: era il 1996 quando un giovane autore, Enzo D’Alò debuttava al Festival di Venezia con "La Freccia Azzurra". Tratta dal racconto omonimo del 1964 di Gianni Rodari uno degli scrittori per ragazzi più apprezzati al mondo, la pellicola è una favola che più che natalizia ruota attorno alla festività tipicamente italiana dell’Epifania. Il film è stato realizzato ispirandosi ad un racconto di almeno cinquant'anni fa. È il primo lungometraggio dello studio di animazione "Lanterna Magica", e costò ai suoi autori quasi quattro anni di lavoro.
Sull'immagine di un mondo che gira e si fa via via sempre più grande, una voce fuori campo recita: "Nella notte di Natale, Babbo Natale porta i doni a tutti i bambini del mondo, ma i bambini più fortunati sono quelli italiani, perché in Italia nella notte dell'Epifania ricevono degli altri doni. Li porta loro la Befana, una vecchina che vola di casa in casa a cavallo di una scopa. Un 5 gennaio di tanti anni fa però i bambini italiani rischiarono di non aver nessun dono..."

È il pomeriggio del cinque gennaio. Nevica e in una piccola cittadina tantissimi bambini con i loro genitori si affrettano per le ultime compere.


Ben diversa è invece l'accoglienza per Francesco, un bambino povero, orfano del papà, che aiuta la famiglia vendendo caramelle in un cinema. Passando davanti al negozio della Befana si è innamorato di uno dei tanti giocattoli che popolano la vetrina: uno splendido treno, la Freccia Azzurra.
Dentro al negozio ha però scoperto che quell'anno per ricevere i doni della Befana, bisogna pagarli, per cui è trattato molto duramente da Scarafoni, che lo minaccia e lo sbatte in strada in malo modo.
I giocattoli, che di nascosto dagli uomini prendono vita, e che, si sa, hanno un cuore grande, indispettiti dalla cattiveria della "Befana" ordiscono un piano ai danni del negozio: ognuno di loro ha voglia infatti di finire nelle mani di un bambino che lo desideri veramente e lo tratti con amore e cura e non nelle mani di quei bambini viziati che si stufano di tutto dopo pochissimo tempo.

Non appena però Scarafoni si accorge della scomparsa dei giocattoli, si lancia alla loro disperata ricerca: deve assolutamente trovarli e consegnarli al più presto ai genitori che hanno sborsato i quattrini. Perciò, a cavallo della scopa della Befana, Scarafoni inizia ad esplorare la città dall'alto.
Intanto i giocattoli proseguono nel loro viaggio e, come in ogni "on the road" che si rispetti, lungo il percorso incontrano amici che li aiutano. Come Arturo, il metronotte, o la Statua nella piazza, ma si trovano anche a dover affrontare numerosi pericoli e a superare molti ostacoli: una pozzanghera diventa per loro un terribile gorgo che sta per inghiottire una bambolina, ma per fortuna il Capitano Mezzabarba riesce a salvarla grazie alla sua ancora;
Scarafoni - grazie al tradimento di un membro del gruppo, un pupazzo mago -, sta per riprenderli tutti, ma arriva il pilota giocattolo a sbarrargli la strada, sparandogli in pieno viso una raffica di cicche:
la Freccia Azzurra sta per essere distrutta da un tram e solo all'ultimo minuto riesce a fuggire dai binari... Mentre i giocattoli molto coraggiosamente cercano di raggiungere il loro obiettivo, in città succedono tante altre cose interessanti.

Frattanto Lesto e Scarpa, due maldestri e litigiosi ladruncoli che hanno visto Scarafoni nascondere molti soldi nella cassaforte, decidono di compiere una rapina, ma non riuscendo a entrare dall'unica piccola e stretta finestrella che dà accesso al negozio della Befana, decidono di servirsi di un bambino, e rapiscono Francesco che, a quell'ora di notte - terminato il suo lavoro al cinema - è l'unico in giro per la città. Passa un po' di tempo e Scarafoni riesce a raggiungere un'altra volta i giocattoli e sta per catturarli, quando Spicciola lo assale: gli altri riescono così a fuggire, in compenso il cagnolino finisce nel bidone dell'immondizia. Intanto i bambini, sia ricchi che poveri, sono sempre più agitati perché le ore passano e della Befana non c'è alcuna traccia. Solo qualche fortunato vede avverarsi il proprio desiderio perché certi giocattoli (che ormai hanno perso Spicciola e non sono perciò più in grado di seguire le tracce di Francesco), quando trovano sul loro percorso qualche bimbo interessante, scelgono di staccarsi dal gruppo e di fermarsi in dono.

Così l'orsetto giallo resta nel lettino di un bimbo che vive in una cantina, le due bamboline si fermano a casa di una bambina, il Capitano Mezzabarba finisce per errore nelle mani di Marina, le matite colorate riempiono la casa di disegni magici a un altro bimbo e la Freccia Azzurra con i macchinisti e il capostazione si ferma da Roberto, il figlio di un ferroviere.


È ormai l'alba. Francesco stanco morto se ne sta tornando a casa e un vetturino che lo vede solo e affranto gli offre un passaggio sulla sua carrozza. La Befana, dopo aver ritirato i nuovi giocattoli da Mastro Simone, parte a razzo per la distribuzione dei regali e riesce ad accontentare tutti i bambini.

Spicciola, che nel frattempo è riuscito - grazie all'aiuto di un altro cane - a uscire dal bidone dell'immondizia e, magicamente, si è trasformato in un cane in carne ed ossa, vaga triste e malinconico per la città deserta... Ad un tratto, quando ormai tutto sembra finire male, Spicciola s'imbatte nella carrozza e reincontra così finalmente Francesco che, felicissimo d'aver trovato un nuovo amico, pensa che quello sia il miglior regalo che la Befana potesse fargli.
Scarafoni ormai perde la speranza di ricuperare i giocattoli, decide di tornare al negozio, prendere i soldi dalla cassaforte e scappare velocemente. Ma nella fuga è inseguito dai genitori, infuriati per non aver ricevuti i regali già pagati: la valigia si apre, tutte le banconote si spargono in cielo e in terra e lui si accascia al suolo disperato, e allora un poliziotto lo arresta per il furto che la Befana ha denunciato; per l'uomo è la fine, per Francesco invece è l'inizio di una nuova vita: la Befana gli propone di diventare il suo nuovo aiutante di fiducia.

(testo dal web)
(Film completo)
martedì 3 gennaio 2017
La stella cometa
Un articolo di Mianna
La tradizione ci racconta che fu una stella a condurre i Re Magi alla capanna dove era nato il Bambinello e sempre la tradizione festeggia l'adorazione dei Magi il 6 gennaio.
La tradizione ci racconta che fu una stella a condurre i Re Magi alla capanna dove era nato il Bambinello e sempre la tradizione festeggia l'adorazione dei Magi il 6 gennaio.
La scienza, si sa, spesso contraddice la tradizione e per sua naturale vocazione mette in discussione date, eventi, fenomeni astrali e via dicendo.
A me le tradizioni piacciono, ma nello stesso tempo riconosco il valore della ricerca scientifica, perciò con un diplomatico colpo al cerchio e un altro alla botte, dedicherò un po' di spazio ad entrambe.
Incominciamo dalle cose facili raccontando una delle leggende fiorite intorno alla stella cometa, o presunta tale, che illuminò il cielo già dalla notte di Natale.
" Tanto, tanto tempo fa splendevano nel cielo stelle luminose e bellissime. Solamente una era piccina e timida e la sua tenera e fioca luce si intravedeva appena!
Le altre stelle la canzonavano dicendo:"Ah, tu sei una stella da poco e di sicuro nessuno sulla terra ti vede; presto verrà una folata di vento che spegnerà la tua piccola luce e tu non esisterai più per nessuno."
Invece tutti i bambini sulla terra amavano quella stellina che accendeva nei loro cuori tanto calore e tanto amore. Perfino il vento, quando le passava accanto, soffiava adagio per paura di spegnerla.
Le altre stelle, gelose e invidiose, si arrabbiarono e decisero di farle tanti dispetti tanto che la poverina, triste e stanca lasciò il cielo e scese sulla terra.
Mentre vagava un po' sperduta, vide, attraverso la finestra di una capanna misera e spoglia, un vecchietto che era malato ed aveva molto freddo. Così,senza farsi notare, la stellina passò attraverso il buco della serratura, si avvicinò all'anziano e si accoccolò ai piedi del suo letto. Subito egli si sentì invadere da un calore che gli saliva dalle estremità fino alla testa. Il suo viso pallido e scarno prese colore ed alla stellina parve che sorridesse.Si allontanò in punta di piedi e riprese il suo cammino.
D'improvviso sentì un bambino che si lamentava e non riusciva ad addormentarsi, spaventato dal buio e dai suoi fantasmi. La stellina si posò dolcemente sul suo comodino; il bambino si sentì improvvisamente tranquillo e sereno e scivolò nel sonno. La stellina si allontanò di nuovo per proseguire il suo cammino, ma ecco arrivare i lamenti di una povera donna sola ed in lacrime per la perdita del marito. La stellina si mise al suo fianco e con il calore della sua luce cercò di consolarla e di infonderle coraggio.
Ormai era tempo di tornare nel cielo dove nulla era cambiato. Le stelle luminose continuavano a prendersi gioco di lei per umiliarla, così la stellina si fece prendere dallo sconforto e pianse tutte le sue lacrime d'argento che scescero al suolo con un leggero tintinnio.
In quello stesso istante un bagliore accecante l'avvolse e la voce di Dio tuonò dall'alto dei cieli: "Stellina , ti voglio premiare per la tua bontà e il tuo coraggio, domani sarai la stella più bella, guiderai i re Magi e splenderai sulla capanna quando nascerà Gesù".
Gli Angeli cantarono dolcemente e la stellina si trasformò in un'enorme palla di fuoco con una coda maestosa: la stella cometa!"
Dal punto di vista scientifico è legittimo chiedersi se la tradizionale stella di Betlemme, raffigurata in tutti i presepi, non sia stata veramente una cometa apparsa in cielo proprio nell'anno in cui viene fissata la data,più o meno presunta, della nascita di Gesù.
Il primo ad avanzare questa ipotesi nel III secolo d.C.,fu Origine di Alessandria, un apologeta del Cristianesimo. Più tardi, un altro padre della Chiesa, Giovanni Damasceno, nel VII secolo d.C., scrisse che la stella apparsa ai Magi, considerato il suo corso e la sua persistenza alla visione dei Magi, non poteva essere che una cometa.
Ma fu un'opera di Giotto a far radicare nella tradizione popolare la leggenda della cometa di Natale. Egli infatti nell'Adorazione dei Magi, un affresco all'interno della Cappella degli Scrovegni a Padova, raffigurò per la prima volta l'astro di cui si parla nel Vangelo di Matteo come una cometa. Da allora, nelle rappresentazioni sacre o popolari del presepe, ci sarà quasi sempre una cometa con la coda.
Secondo gli studiosi di astronomia la scelta della cometa da parte di Giotto fu ispirata dal fatto che l'artista fu testimone nel 1301 dello spettacolare passaggio della cometa periodica di Halley, la quale passa ogni 75 anni circa. L'ultimo passaggio è stato nel 1986, il prossimo sarà nel 2061.
Per capire bene cosa è in realtà la stella di Betlemme è necessario circoscrivere il periodo della nascita di Gesù. Il Nuovo Testamento tramanda che Giuseppe di Nazareth e Maria si erano recati nella piccola città di Betlemme, in Giudea, per adempiere all'editto con cui l'Imperatore Augusto aveva disposto un censimento della popolazione. Maria avrebbe dato alla luce Gesù durante il soggiorno in questa città al crescere della luna. L'anno dell'editto di Augusto è stato collocato all'incirca nel 6 a.C.; la morte di re Erode, altro dato importante per ricostruire la cronologia, si fa risalire alla primavera del 4 a.C. Con queste date di riferimento, appare probabile che la nascita di Gesù sia avvenuta in realtà tra il 7 e il 5 a.C.
La discrepanza tra l'anno della nascita di Gesù e l'anno zero effettivamente stabilito è dovuta probabilmente ad un errore o ad una approssimazione arbitraria del monaco di origine scita Dionigi il piccolo, che nel VI secolo introdusse l'era cristiana.
Il secondo probabile errore è la fatidica data del 25 dicembre. Neanche Matteo fa alcun cenno su stagione e data della nascita.La Chiesa provò ripetutamente ad individuarla finchè nel 354 la celebrazione della festa del Natale fu attestata a Roma per il 25 dicembre, nel quindicesimo giorno della luna nuova.
Il sospetto degli storici è che questa data sia stata scelta in quanto utile per stimolare l'adesione delle masse, fino a quel momento dedite al culto delle divinità ellenico-romane, alla nuova religione; Saturno, divinità agricola, veniva celebrato per una settimana a partire dal 17 dicembre, e il 25 era quindi l'ultimo giorno, quello culminante, dei Saturnalia. Anche la religione della divinità asiatica Mitra celebrava il 25 dicembre la rigenerazione del vigore del sole, dopo il solstizio d'inverno.
In conclusione, se mettiamo in dubbio che sia il 25 dicembre sia l'anno zero siano effettivamente la data corretta della nascita di Gesù, diventa particolarmente difficile valutare l'esatta natura della stella di Betlemme.
Tornando alla cometa di Halley e alla sua comparsa ciclica, i conti non tornano e dunque a cos'altro si può pensare? Un meteorite? Una stella cadente? Una nova? Una supernova?
Lasciamo che scienziati, astronomi e matematici continuino a porsi domande e a cercare risposte e noi teniamoci cara la nostra tradizione.
" Tanto, tanto tempo fa splendevano nel cielo stelle luminose e bellissime. Solamente una era piccina e timida e la sua tenera e fioca luce si intravedeva appena!
Le altre stelle la canzonavano dicendo:"Ah, tu sei una stella da poco e di sicuro nessuno sulla terra ti vede; presto verrà una folata di vento che spegnerà la tua piccola luce e tu non esisterai più per nessuno."
Invece tutti i bambini sulla terra amavano quella stellina che accendeva nei loro cuori tanto calore e tanto amore. Perfino il vento, quando le passava accanto, soffiava adagio per paura di spegnerla.
Le altre stelle, gelose e invidiose, si arrabbiarono e decisero di farle tanti dispetti tanto che la poverina, triste e stanca lasciò il cielo e scese sulla terra.
Mentre vagava un po' sperduta, vide, attraverso la finestra di una capanna misera e spoglia, un vecchietto che era malato ed aveva molto freddo. Così,senza farsi notare, la stellina passò attraverso il buco della serratura, si avvicinò all'anziano e si accoccolò ai piedi del suo letto. Subito egli si sentì invadere da un calore che gli saliva dalle estremità fino alla testa. Il suo viso pallido e scarno prese colore ed alla stellina parve che sorridesse.Si allontanò in punta di piedi e riprese il suo cammino.
D'improvviso sentì un bambino che si lamentava e non riusciva ad addormentarsi, spaventato dal buio e dai suoi fantasmi. La stellina si posò dolcemente sul suo comodino; il bambino si sentì improvvisamente tranquillo e sereno e scivolò nel sonno. La stellina si allontanò di nuovo per proseguire il suo cammino, ma ecco arrivare i lamenti di una povera donna sola ed in lacrime per la perdita del marito. La stellina si mise al suo fianco e con il calore della sua luce cercò di consolarla e di infonderle coraggio.
Ormai era tempo di tornare nel cielo dove nulla era cambiato. Le stelle luminose continuavano a prendersi gioco di lei per umiliarla, così la stellina si fece prendere dallo sconforto e pianse tutte le sue lacrime d'argento che scescero al suolo con un leggero tintinnio.
In quello stesso istante un bagliore accecante l'avvolse e la voce di Dio tuonò dall'alto dei cieli: "Stellina , ti voglio premiare per la tua bontà e il tuo coraggio, domani sarai la stella più bella, guiderai i re Magi e splenderai sulla capanna quando nascerà Gesù".
Gli Angeli cantarono dolcemente e la stellina si trasformò in un'enorme palla di fuoco con una coda maestosa: la stella cometa!"
Dal punto di vista scientifico è legittimo chiedersi se la tradizionale stella di Betlemme, raffigurata in tutti i presepi, non sia stata veramente una cometa apparsa in cielo proprio nell'anno in cui viene fissata la data,più o meno presunta, della nascita di Gesù.
Il primo ad avanzare questa ipotesi nel III secolo d.C.,fu Origine di Alessandria, un apologeta del Cristianesimo. Più tardi, un altro padre della Chiesa, Giovanni Damasceno, nel VII secolo d.C., scrisse che la stella apparsa ai Magi, considerato il suo corso e la sua persistenza alla visione dei Magi, non poteva essere che una cometa.
Ma fu un'opera di Giotto a far radicare nella tradizione popolare la leggenda della cometa di Natale. Egli infatti nell'Adorazione dei Magi, un affresco all'interno della Cappella degli Scrovegni a Padova, raffigurò per la prima volta l'astro di cui si parla nel Vangelo di Matteo come una cometa. Da allora, nelle rappresentazioni sacre o popolari del presepe, ci sarà quasi sempre una cometa con la coda.
Secondo gli studiosi di astronomia la scelta della cometa da parte di Giotto fu ispirata dal fatto che l'artista fu testimone nel 1301 dello spettacolare passaggio della cometa periodica di Halley, la quale passa ogni 75 anni circa. L'ultimo passaggio è stato nel 1986, il prossimo sarà nel 2061.
Per capire bene cosa è in realtà la stella di Betlemme è necessario circoscrivere il periodo della nascita di Gesù. Il Nuovo Testamento tramanda che Giuseppe di Nazareth e Maria si erano recati nella piccola città di Betlemme, in Giudea, per adempiere all'editto con cui l'Imperatore Augusto aveva disposto un censimento della popolazione. Maria avrebbe dato alla luce Gesù durante il soggiorno in questa città al crescere della luna. L'anno dell'editto di Augusto è stato collocato all'incirca nel 6 a.C.; la morte di re Erode, altro dato importante per ricostruire la cronologia, si fa risalire alla primavera del 4 a.C. Con queste date di riferimento, appare probabile che la nascita di Gesù sia avvenuta in realtà tra il 7 e il 5 a.C.
La discrepanza tra l'anno della nascita di Gesù e l'anno zero effettivamente stabilito è dovuta probabilmente ad un errore o ad una approssimazione arbitraria del monaco di origine scita Dionigi il piccolo, che nel VI secolo introdusse l'era cristiana.
Il secondo probabile errore è la fatidica data del 25 dicembre. Neanche Matteo fa alcun cenno su stagione e data della nascita.La Chiesa provò ripetutamente ad individuarla finchè nel 354 la celebrazione della festa del Natale fu attestata a Roma per il 25 dicembre, nel quindicesimo giorno della luna nuova.
Il sospetto degli storici è che questa data sia stata scelta in quanto utile per stimolare l'adesione delle masse, fino a quel momento dedite al culto delle divinità ellenico-romane, alla nuova religione; Saturno, divinità agricola, veniva celebrato per una settimana a partire dal 17 dicembre, e il 25 era quindi l'ultimo giorno, quello culminante, dei Saturnalia. Anche la religione della divinità asiatica Mitra celebrava il 25 dicembre la rigenerazione del vigore del sole, dopo il solstizio d'inverno.
In conclusione, se mettiamo in dubbio che sia il 25 dicembre sia l'anno zero siano effettivamente la data corretta della nascita di Gesù, diventa particolarmente difficile valutare l'esatta natura della stella di Betlemme.
Tornando alla cometa di Halley e alla sua comparsa ciclica, i conti non tornano e dunque a cos'altro si può pensare? Un meteorite? Una stella cadente? Una nova? Una supernova?
Lasciamo che scienziati, astronomi e matematici continuino a porsi domande e a cercare risposte e noi teniamoci cara la nostra tradizione.
lunedì 2 gennaio 2017
Gennaio: tempo di calendari
Abbiamo appena visto il bellissimo calendario che Angelo ha preparato con i disegni di Rie Cramer. Angelo non è nuovo a questo genere di lavori e, poichè il primo chelui ha fatto è, secondo me, il più bello, ve lo ripropongo, anche se è ormai scaduto.
Il lavoro è stato fatto nel 2012 sulla base di un calendario del 1983 illustrato da Mariapia che avevo trovato su ebay.
Vale la pena di conservarlo, vero?
E che ne dite di questo comodo calendario perpetuo per ricordare i compleanni, fatto da Claudia qualche anno fa? Bello, vero?
Il lavoro è stato fatto nel 2012 sulla base di un calendario del 1983 illustrato da Mariapia che avevo trovato su ebay.
Vale la pena di conservarlo, vero?
E che ne dite di questo comodo calendario perpetuo per ricordare i compleanni, fatto da Claudia qualche anno fa? Bello, vero?
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