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martedì 6 novembre 2018

Il nonno sta male (Novembre)

(Daniela)




Il nonno di Fabrizio non si è sentito bene e subito il nipote si è recato a fargli visita. Lo ha trovato in poltrona, con il plaid sulle ginocchia e due occhi lucidi e affossati. Fabrizio si è seduto vicino al nonno, gli ha preso la mano tra le sue e hanno parlato a lungo… Soprattutto una domanda gli premeva fare: “Nonno, ma tu non hai paura di morire?”. “Chi si è comportato bene nella vita, non deve aver paura. Se il corpo muore, l’amore non muore mai!”. “Ma perché la vita… ci fa morire?”. “Perché tutte le cose hanno un punto di partenza e un punto di arrivo, figlio mio! Questo punto di arrivo, per noi che abbiamo una visione parziale delle cose, è sentito come una fine, il termine di tutto. Ma per chi vede la realtà tutta intera, quasi dall’esterno, la morte è come un passaggio stretto, come una soglia che si apre ad un’altra realtà molto più grande e più bella di quella che si lascia. Pensa al sole: quando il sole da noi tramonta, dall’altra parte della terra, nel meridiano opposto, sorge un nuovo giorno… A proposito, voglio raccontarti una storia. C’era una volta una libellula che aveva deposto le uova in uno stagno. Dalle uova erano uscite altrettante larve che si erano raggruppate in fondo allo stagno, alla base di uno stelo di giunco. Queste ogni tanto si allontanavano per procurarsi da mangiare, ma poi si ritrovavano tutte insieme allo stesso posto. Quando qualcuna cresceva più delle altre, salutava le sorelle, si arrampicava lungo lo stelo di giunco e non si vedeva più. Allora una di esse, molto coraggiosa, disse alle sorelle: “Voglio vedere dove sono andate a finire le nostre compagne, ma state tranquille, tornerò presto”. E cominciò ad arrampicarsi lungo lo stelo di giunco. Appena fuori dall’acqua, distrutta dalla fatica, si distese su una foglia e si addormentò. Quando si risvegliò si trovò in un mondo meraviglioso, con un sole caldo e splendente, i fiori, gli alberi, le foglie e tanti animali, piccoli e grandi, con i quali fare amicizia… Lei stessa non era più come prima: era cresciuta, aveva dei colori bellissimi e soprattutto le erano spuntate le ali. Provò a spiccare il volo e si librò sulle acque, sui fiori, negli spazi infiniti… Capì allora che la sua vita ormai era cambiata, che non sarebbe potuta tornare mai più in fondo allo stagno, che il suo universo era ormai quello degli alberi e dei fiori. E le sue sorelle avrebbero fatto lo stesso identico cammino… Stai tranquillo, figlio mio, non siamo nati per scomparire, ma per amarci e stare insieme senza fine!
 (Nostro adattamento da Chiara Frugoni)


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