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mercoledì 21 giugno 2017

Un tipo silenzioso: lo spaventapasseri.

(Daniela)



( Immagine modificata dal calendario 2017 ed. del Baldo )




Questa volta, anziché dilettarmi in un articolo di ricerca e più serio, voglio intrattenervi parlandovi di un tipo davvero bizzarro, “assunto” per farsi sentire, lui fa il contrario, se ne sta zitto.

Quando Milano era più stretta e nelle periferie vi erano pochissime case di condominio e le cascine la facevano da padrone, e i campi erano coltivati con passione e fatica, si potevano vedere, quando il biondo grano dava segni di maturità, e quando nella fertile terra degli orti mani esperte, dopo aver preparato il terreno, avevano gettato nel ventre della madre terra il seme, figure vestite in maniera davvero stravagante.

Sulla testa portavano cappelli a volte con fogge proprio strane, addirittura qualcuno aveva con sé un ombrello rattoppato o con qualche bacchetta che spuntava come lancia pronta a colpire.




( Immagine modificata dal calendario 2017 ed. Del Baldo )


Personaggi silenziosi che tuttavia svolgevano un serio lavoro, e con che perseveranza!erano sempre presenti al loro posto, con qualsiasi condizione di tempo e persino la notte, sotto un cielo stellato e al chiarore della luna o sotto un cielo ostile.

Avete capito di chi sto parlando? Sicuramente sì, alludo allo spaventapasseri. Quanti di voi che mi state leggendo hanno avuto modo di “ avere a che fare” con uno spaventapasseri? Ve ne erano alcuni davvero buffi, acconciati alla bella meglio e tenuti in piedi non si sa come; altri molto più eleganti, quasi seri, dove anche i passeri parevano accorgersi di questa seriosità, standogli lontani. Alcuni invece erano così malfermi sull’unica gamba piantata nel terreno, che si faceva fatica a capire come il vento riuscisse a non gettarli nella polvere. Poi vi erano i “collaborazionisti”, perché permettevano agli uccelli, corvi e cornacchie compresi, di posarsi sul cappello se non addirittura sulle spalle, cinguettando e gracchiando a più non posso quasi come segno di vittoria.


Non vi dico poi l’abbigliamento, camicie le più strane, a volte bucate, con una manica sì e l’altra no, rattoppate con toppe completamente diverse per colore e tessuto; le braghe o troppo lunghe, o esageratamente corte, tenute su da una cintura il più delle volte fatta di spago. Qualcuno aveva persino un paio di scarpe, ovviamente vecchie e, spesso, bucate o con la suola che rideva. In mano, se non teneva l’ombrello, aveva altri oggetti, come ad esempio un pezzo di stoffa stretta e lunga, che il vento, bontà sua, doveva far svolazzare al meglio per spaventare gli uccelli. Una volta ne ho visto uno in un campo, che teneva in mano una bandiera italiana; era uno spaventapasseri patriottico. Insomma, lo spaventapasseri è un personaggio simpatico e che è stato presente nella nostra storia.


Oggi la loro presenza è molto più rara, le campagne si sono allontanate e in città non trovano né casa né lavoro. I più giovani penso che dal vero neppure li abbiano mai visti; forse quello in cartoni animati o nel film del “ Mago di Oz”, dove uno dei protagonisti è proprio uno spaventapasseri, oppure raffigurati su qualche libro per bambini, ma vederli in mezzo a un campo di grano o frumento, tra i fiordalisi e i papaveri, è tutta un’altra poesia. È un altro pezzo del nostro passato, della magnifica storia del mondo contadino, di quel mondo, cui tutti siamo debitori, e di cui il nostro paese è profondamente intriso e che non dobbiamo assolutamente dimenticare, e dove persino uno spaventapasseri ne diviene silenzioso testimone. 


Nella nostra bella città ovviamente campi non ve ne sono e così neppure spaventapasseri, che comunque meriterebbero un monumento, se non altro per il silente lavoro e la discreta ma simpatica presenza che rallegrava e attirava lo sguardo innocente di bimbi e assisteva, impassibile, ai primi baci di giovani innamorati. 


- Oliviero Spada -

da:  https://www.milanofree.it/



martedì 20 giugno 2017

La danza delle lucciole

(Daniela - Luna Nera)
- Un racconto di Annalisa Ferri -




La luna illuminava i campi e le teste chine dei girasoli che per tutto il giorno avevano tenuto gli occhi verso il sole. Lo spaventapasseri posto in mezzo all'orto che ora apriva i suoi colori e profumi alle sere d'estate, sembrava sorridere davanti al pastore che passava stanco prima di tornare a casa. Il ragazzo aveva respirato l'odore nuovo di erba ed ora che solo passava tra la luce tenue e gentile della sera, accompagnava il suo ritorno a casa il canto dei grilli.
Lo aspettavano ogni sera e cantavano così più forte, lo scortavano fino alla sua casa, sembrava che ascoltassero i suoi pensieri, i suoi dolori, ciò che il suo cuore nascondeva.



Aveva un carattere schivo il pastore, non lo si vedeva parlare con alcuno, era sempre nella sua casa, insieme al suo gregge tra la neve o nelle luminose giornate di bel tempo, o in mezzo alla natura che negli anni era diventata la sua confidente. Sapeva quanto il suo animo avesse bisogno di amore, aveva assistito alle volte in cui di nascosto, seduto su un muretto a secco lasciando dondolare le gambe tra il suono dei campanelli delle mucche, guardando la luna in una notte profumata di gelsomini avesse pianto di solitudine. Una sera di inizio estate, il pastore tornava a casa con la testa bassa, dopo aver portato a letto il gregge fedele. Mentre camminava lentamente, i suoi occhi si posarono su un prato dai fili d'erba non ancora tagliati e vide, tra i fiori e gli alberi pieni di foglie, tra il profumo ora intenso dei tigli, tremare una lucciola.




 Era finalmente tornata la luce della notte d'estate, all'improvviso, in una sera silenziosa. Il contadino rimase a guardarla e si commosse nel vedere quel corpicino sforzarsi più che poteva per illuminare ciò che aveva intorno, cercando di non tralasciare nessun fiore chiuso, nessuna spiga di grano, nessun papavero dormiente appoggiato su altra erba. Si dava un gran da fare, volando ad intermittenza e guardando i piccoli dettagli della notte aprirsi ed illuminarsi sotto quella luce così caratteristica. Il ragazzo rimase incantato a guardarla e la seguì, deviando per un po' il percorso che lo avrebbe condotto a casa. Si inoltrò così in un piccolo campo profumato di fieno e vide aprirsi una spettacolo segreto: la piccola lucciola raggiunse sforzando quella lucina le altre compagne, che danzavano facendo un cerchio oppure andando avanti ed indietro,intrecciandosi con il profumo del gelsomino finalmente sbocciato.



Da quel luogo nascosto le piccole lucciole decidevano poi le direzioni verso le quali volare nella notte: alcune scelsero un cortile su cui vegliava un fico secolare e danzarono illuminando le finestre socchiuse della stanza in cui due bambini dormivano, altre si diressero vicino alla rocca del paese, giocando a nascondino nelle vie polverose ed illuminando le piccole foglie del timo profumato. Qualcuna si diresse intorno alla statuina della Vergine all'entrata del paese e sembrava che tante tremolanti candeline fossero state accese per la Madonna quella sera. Alcune invece iniziarono la danza notturna accanto alla fontana, dove una panchina ospitava sempre gli incontri genuini pieni di sogni dei ragazzi innamorati e quelle luci coronavano l'atmosfera facendola diventare indimenticabile ed eterna, a prescindere da cosa il futuro avrebbe riservato loro. Un piccolo gruppo era invece diretto nel casolare che dalla pineta sovrastava la vallata: qui le lucciole passavano tutta la notte, fino all'alba, danzando negli stanzoni ampi ed ora vuoti, illuminando il camino che aveva ancora della cenere antichissima, si vedeva dalle finestre una danza generosa accompagnare il silenzio della notte, mentre intorno i sogni degli abitanti del borgo volavano ad incontrarsi. Il pastore tornò a casa dopo averle viste dividersi e guardando la luna che anch'essa illuminava quella notte rientrò a casa, preparandosi per la notte.



Non seppe mai che durante le sue ore di sonno, una corolla di luci intermittenti ballò ininterrottamente intorno alla sua casa, per tutta l'estate, al calare del sole circondandolo, girando intorno alle mura rosa antico, vegliando i suoi sogni e regalando compagnia a quell'anima gentile sprofondata nel sonno della valle.



-Annalisa Ferri -

lunedì 19 giugno 2017

Al tramonto

(Daniela - Luna Nera)







Profumo di Tramonto.
Il mare increspato veste i colori del cielo, irradiato dagli ultimi raggi del sole.
La brezza marina si fonde con la scia inebriante del pitosforo in fiore, mentre la palla di fuoco scompare tra i flutti...


(dal web)


domenica 18 giugno 2017

Sogno

(Daniela - Luna Nera)




Sempre mi torna come un sogno in mente
una sera d’està, dolce e serena,
un poggio, un bosco, una pianura amena,
distesa in giro interminabilmente.

In uno sfondo di mirabil scena
cadea, cinto di nubi, il sol rovente;
vaporavano i campi, e la fremente
brezza auliva di spigo e di verbena.

D’una fanciulla innamorata il canto
venia da lungi, e que’ teneri lai
di dolcezza m’empieano il core affranto.

Sempre mi torna il luminoso e blando
sogno alla mente, né potrò giammai
saper dov’io l’abbia sognato e quando.


- Arturo Graf -



sabato 17 giugno 2017

A un'annunciatrice




Stasera debutta un'annunciatrice
e innanzi al microfono, dubbiosa mi dice:
"Non sono sicura, ho un po' di paura,
e lo sai perchè?
Domando a me stessa,
sgomenta e perplessa:
La radio cos'è?".
Ad un focolare la radio somiglia
che a fine del giorno
raduna la mamma ed il babbo, la figlia
e i figli d'attorno.
E' come una fiamma d'amore perenne
che arde, solenne;
è il simbolo della famiglia, che ascolta
silente, raccolta.
Soave conforto al dolore ed ai mali,
nei bianchi ospedali
la radio è la suora che allevia, a chi soffre,
le pene; e gli offre
col dono prezioso delle sue parole
un raggio di sole.



Tramuta in sorriso una lacrima amara,
la fronte rischiara
a chi, dopo un giorno di duro lavoro,
le chiede ristoro;
congiunge e accomuna coi suoni, coi canti
due cuori distanti.
Per chi da gran tempo al paese natìo
ha dato l'addio
(se mai la sua voce gli giunga talvolta)
ed egli l'ascolta)
la radio è la voce materna, italiana,
la patria lontana.
L'ascolta. E si sente vicino ai suoi cari,
accanto ai suoi pari...
Gli pare un prodigio, una favola bella
è quella, sì, quella
la voce del dolce paese natìo,
la voce di Dio.




- Madrigale n° 6
da: "Casa Serena" del 1965 -

venerdì 16 giugno 2017

Il profumo di certi luoghi







Il profumo di certi luoghi e di certi momenti resta impresso per sempre nella memoria, legato a doppio filo a quell'attimo, a quella persona. Appiccicato addosso, sulla pelle, il ricordo mi sorprende a un tratto, emozionandomi e portandomi lontano, facendomi arrossire. A volte mi coglie impreparata, memoria crudele quando mi parla di qualcuno perduto. 


Il profumo di certi luoghi e di certi momenti inganna: li rende ancora più belli, li esalta o a volte li sfuma, li attenua. Il profumo di certi luoghi: il viale alberato, avvolto nell'odore persistente dei pini, la delicatezza del pane con la ricotta e lo zucchero sopra, la lavanda nei cassetti. 

E nella scatola della mia memoria, una cartolina, un saluto, un augurio, tante lettere. Quando ero ragazza ci vivevo racchiusa, a crogiolarmi in questi ricordi, ora li racchiudo in fiumi di inchiostro in lettere d’amore o digitando senza sosta questi tasti. E c’è chi invece li racchiude in pregiate bottigliette e ne fa fragranze…


(dal web)




(Video)


giovedì 15 giugno 2017

Dopo il ritorno

(Daniela - Luna Nera)





Nel cassettone ch'all'aprirlo rende

subito odor di spigo e di gaggia,

tutta in assetto, tutta liscia splende

la biancheria.



Splendono tutti i mobili che un panno

intriso d'olio ripulì pian piano;

splendono i vetri cui deterse il ranno

e la mia mano.

.................



- Maria Pascoli -




mercoledì 14 giugno 2017

La lavanda





La lavanda, da tantissimi anni ormai, viene impiegata frequentemente in ambito cosmetico ed erboristico per la produzione di particolari essenze e di ottimi profumi e, in alcuni casi, anche per realizzare degli ottimi oli in campo fitoterapico. I fiori della lavanda si caratterizzano per trovare un impiego particolarmente importante dai tempi antichi in ambito medicinale. Infatti, fin dall'antichità, i fiori di questa pianta (che in alcuni casi è stata ritenuta anche magica) venivano impiegati, nella maggior parte dei casi, con lo scopo di ottenere l'essenza di lavanda, che viene usata spesso ancora al giorno d'oggi. Certamente, la lavanda è una pianta che conferisce, in primo luogo, delle proprietà antibatteriche ed antivirali e risulta davvero la soluzione ideale per combattere gli stati di irritazione, come ad esempio quelli che vanno a colpire il colon, oppure le vie respiratorio, dimostrandosi efficace soprattutto contro la tosse.



Olio essenziale




L'olio essenziale di lavanda si caratterizza per avere un gran numero di proprietà benefiche, soprattutto inerenti al corpo umano. Infatti, questa particolare essenza viene frequentemente consigliata a tutte quelle persone che soffrono di disturbi particolarmente comuni, come ad esempio stati ansiosi, ma anche insonnia e nervosismo. Questo olio essenziale si caratterizza anche per poter essere utilizzato agevolmente nel momento in cui si verifica un incidente, dal momento che si può appoggiare sulla zona che è stata colpita dall'infortunio. Tra le principali proprietà della lavanda, troviamo indubbiamente quella analgesica, ma anche antisettica, così come quella antibiotica, senza dimenticare che l'olio essenziale di lavanda è frequentemente consigliato per la cura di tutti quei disturbi derivanti da un tipico stato di raffreddamento, come la tosse o l'influenza. L'olio essenziale di lavanda si caratterizza anche per lo svolgimento di una tipica attività stimolante nei confronti del fegato, in maniera tale da assicurare a questo organo un migliore funzionamento. Inoltre, l'olio essenziale di lavanda può essere utilmente sfruttato anche per lenire tutti quei disturbi che si verificano a livello addominale, oltre a svolgere anche un'attività diuretica. 

Infine è consigliato anche nel trattamento di tutti quei bambini che presentano problemi come coliche, oppure si ha la necessità di combattere irritazioni e stati nervosi.




Tra gli oli essenziali, quello di lavanda è considerato il più sicuro: 

- Potente neuroprotettivo utile nella malattia di Alzheimer.
- Migliora l’emicrania (i soggetti che inalavano per 15 minuti l’olio essenziale hanno assistito a un miglioramento dei sintomi)
- Effetti benefici su umore, pressione sanguigna e onde cerebrali
- Riduce gli attacchi di asma
- Permette una guarigione più rapida delle ferite
- Riduce il dolore


Come usare l’olio essenziale di lavanda.

Nonostante si tratti di un olio essenziale meno irritante, anche quello di lavanda andrebbe utilizzato esclusivamente per uso esterno, tramite inalazione (qualche goccia su un fazzoletto e nei diffusori aromatici), o sulla pelle previa diluizione in un olio di base (mandorle, oliva ecc.).


Altri effetti benefici.







La lavanda è una di quelle piante che vengono piuttosto frequentemente impiegate in campo fitoterapico, dal momento che l'olio essenziale di lavanda si caratterizza per presentare delle fondamentali proprietà antisettiche ed antinfiammatorie.

Gli estratti di lavanda vengono spesso utilizzati anche per la creazione di profumi in ambito erboristico e cosmetico.

Gli infusi realizzati con la lavanda risultano estremamente utili anche per svolgere un'azione benefica nei confronti di tute quelle irritazioni che sono state provocate da delle punture di insetti: in questi ultimi casi, si possono anche utilizzare dei pratici mazzi di lavanda per tenerli distante.
Inoltre, nel momento in cui l'olio essenziale di lavanda viene utilizzato sulle tempie, sfruttando degli impacchi, riesce a svolgere un'azione particolarmente positiva nei confronti del mal di testa.
Si tratta di una pianta che viene piuttosto frequentemente impiegata anche per combattere i disturbi che colpiscono il sonno e per garantire un minimo di relax dopo un lungo periodo di nervosismo o di stress.
Gli effetti benefici dell'olio essenziale di lavanda si estendono anche al trattamento dell'acne, dal momento che si può utilizzare senza alcun problema anche dopo averlo diluito nell'acqua; inoltre, non dobbiamo dimenticare come sia particolarmente efficace per la cura di infezioni e infiammazioni che vanno a colpire la cute.
Infine, i semi e i fiori di lavanda possono apportare delle proprietà benefiche anche per svolgere una funzione calmante e distensiva, soprattutto sul sistema nervoso.



Proprietà lavanda: parti utilizzate.





Le principali componenti della pianta di lavanda che vengono impiegate per la realizzazione di prodotti erboristici o farmaceutici sono rappresentate dalle sommità fiorite.

Ovviamente, dopo la raccolte dei fiori di lavanda, è fondamentale che vengano fatti essiccare all'interno di un ambiente del tutto buio e che sia anche notevolmente ventilato.
La raccolta dei fiori di lavanda, in realtà, può avvenire anche in periodi differenti: ciò dipende solo ed esclusivamente dall'utilizzo che ne verrà fatto successivamente.
Nel momento in cui i fiori di lavanda vengono impiegati per un ambito di profumeria, la raccolta avverrà quando si verifica la più intensa fioritura, mentre nel caso dell'impiego nel settore industriale, i fiori di lavanda verranno raccolti nel momenti in cui ha inizio la stagione primaverile.
Al contrario i fiori freschi di lavanda vengono impiegati soprattutto per la realizzazione degli oli essenziali.










(cliccare sul video)


da: https://www.giardinaggio.net/

martedì 13 giugno 2017

Congedo

(Daniela - Luna Nera)




Dal mio libro di scuola "Letture per un anno" di prima classe.


 

lunedì 12 giugno 2017

La scuola è vuota


(Daniela)




La scuola è vuota, i bimbi andati via,
i finestroni chiusi, i banchi all'aria.
In un canto una scopa solitaria
riposa dopo fatto pulizia.

Solo un sommesso pigolìo d'uccello
rompe il silenzio dei deserti androni;
e nel cortile, liberi e padroni
fanno vacanza i gatti del bidello.


- Lina Schwarz - 


(dal mio libro scolastico "Via Fiorita" di terza classe)




venerdì 9 giugno 2017

A un'indossatrice






Per tutto il giorno hai giocato
a far la signora. Hai indossato
soltanto i modelli più belli,
le vesti più ricche, mantelli
di martora, di chinchillà...


per dieci lunghe ore
tutte le signore della città
hanno sognato ad occhi aperti,
mentre tu con gesti esperti
ti aggiravi qua e là
nei modelli "derniers crìs de Paris":


pellicce di visone,
abiti da mezzo milione
("Ma che dice, contessa: è un'occasione").
Ora che dalla sartoria
di "Haute Couture" la gente è andata via
libera finalmente
 dallo sguardo di ogni cliente,
indossi il tuo tailleur di quattro anni fa
e... tic tì, tic tà...
in compagnia della tua malinconia
entri nella solita latteria.



- Madrigale n° 5
da: "Casa Serena" del 1965 -

martedì 6 giugno 2017

A una dattilografa




Alla sua nuova macchina da scrivere
dedico quest'oroscopo, perchè
essa racchiude intimamente in sè
ogni parola e verbo: Amare... Vivere...
Morire... Mamma, Figlio, Cielo, Scuola...
Pare quasi impossibile che basti
picchiare il dito sopra alcuni tasti
per crear l'armonia d'una parola.

Pensi che forse, mentre scrive, una
invisibile mano ha già tracciato
non solo le parole del passato,
ma quelle del futuro. Per fortuna
la macchina del tempo scrive oscuro
e in modo veramente indecifrabile,
e nessuna persona è tanto abile
da legger ciò ch'è scritto nel futuro.

Forse il futuro è questa carta bianca
che intimidisce l'anima sgomenta;
ma, a mano a mano, il cuore si rinfranca,
tutto quel bianco a scrivere la tenta.
Per questo, sulla macchina da scrivere
forma coi tasti un solo verbo: Vivere.
Sulla pagina bianca scriva Amore
perchè, fin che si ama, non si muore.


- Madrigale n° 4
da: "Casa Serena" del 1965 -

venerdì 2 giugno 2017

Sera di giugno

(Daniela - Luna Nera)




La luna doveva già essere alta dietro il monte.

Tutta la pianura, allo sbocco della valle, era illuminata da un chiarore d'alba. 

A poco a poco al dilagar di quel chiarore, anche nella costa cominciarono a spuntare i covoni raccolti in mucchi, come tanti sassi posti in fila.

Degli altri punti neri si muovevano per la china, e a seconda del vento giungeva il suono grave e lontano dei campanacci che portava il bestiame grosso, mentre scendeva passo passo verso il torrente. 

Di tratto in tratto soffiava pure qualche folata di venticello più fresco dalle parti di ponente e per tutta la lunghezza della valli udivasi lo stormire delle messi ancora in piedi.




- Giovanni Verga -


giovedì 1 giugno 2017

Giugno

(Daniela - Luna Nera)



Oh, sole fiammeggiante!
Oh, vesperi sereni!
Oh, tra le nubi infrante
luce d'arcobaleni!

Splendon le falci: al piano
calano i mietitori
chè già maturo è il grano
sotto i possenti ardori.

Falciare alacremente!
E premio alle fatiche
saranno, o buona gente,
le macinate spiche.


- Guido Mazzoni -

(dai ricordi del mio libro scolastico "Via Fiorita" del 1967)

martedì 30 maggio 2017

Ninna nanna a Gesù


Dal libro "La vita di Gesù raccontata ai bambini" queste ninne nanne illustrate da K. Shishko, i testi sono di Olga Visentini.

Grazie ad Angelo Moroni.































lunedì 29 maggio 2017

A una maestrina





Al paese arrivò trent'anni fa:
era giovane e bella anzichenò.
Il farmacista se ne innamorò;
anche il medico, dicono... Chissà!
Fatto sta ed è che, pur essendo bella,
Massimina rimase una zitella.
E stamattina, ecco gli scolari
con i regali per la mestrina:
uova, fiori, una torta senza pari
con scritto: "Viva Santa Massimina!".

C'è persino una lettera: che sia,
si può sapere? Oh, è scritta in poesia.
E' un madrigale che trent'anni fa
le scrisse il farmacista e non le inviò.
Dunque l'amava! Si, sta scritto qua:
l'amava veramente... Guarda un pò!...
E pensa, ad ogni verso e ad ogni rima:
"Chissà perchè non me l'ha detto prima?".






- Madrigale n° 3
da: "Casa Serena" del 1965 -